Un gruppo di ragazzi e ragazze morti viventi
trascorrono la loro noiosa apocalisse rifuggendo dagli umani,
rinunciando a cibarsi dei loro cervelli privi di sostanza. Un vero mondo a rovescio,
dove i mostri sono animati da sentimenti profondi, conflitti
postmoderni, crisi di coscienza. A metà fra Woody Allen e Il giorno dei
morti dementi. completano l’albo Gli Eternit, parodia che
omaggia i grandi autori del fumetto americano, ovvero Jack (Kirby), Stan
(Lee) e Steve (Ditko), tre audaci eroi involontari che affrontano gli ecolmostri creati dall’uomo; e Mamatilda, la Donna bianca, risposta semiseria all’Uomo nero.
Paolo Di Orazio anticipa lo splatterpunk italiano
col libro di esordio Primi delitti, scandalo parlamentare per
istigazione a delinquere (1990). Cuore del mensile «Splatter»,
ha pubblicato fumetti, racconti, romanzi. Active member della Horror
Writers Association, ha tradotto Jack Ketchum, Joe Hill, Ramsey
Campbell, Richard Laymon. Per due volte, i suoi racconti sono nella
lista mondiale Best Horror of the Year. Vive tra Roma e Loch Ness.
Il mondo dei vivi è stato dominato dai "ritornanti".Questo spazio web opererà ogni ora affinche i sopravissuti verrano informati sugli svolgimenti della situazione apocalittica e dei punti sicuri(se esisteranno ancora...)
domenica 25 marzo 2018
domenica 18 marzo 2018
IL TUO MONDO
Se siete fan della popolare serie TV americana, The Walking Dead, sicuramente sarete interessati di sapere che il prossimo videogioco della saga per dispositivi Android e Apple iOS sfrutterà la recente tecnologia della realtà aumentata.
La realtà aumentata, per chi non lo sapesse, è una tecnologia che permette di creare oggetti virtuali che saranno visualizzati e si combineranno con l’ambiente reale circostante quando con la camera del tuo smartphone inquadri qualcosa.
Può essere utilizzato per esempio vicino ad un monumento per ottenere ulteriori informazioni al riguardo, inquadrando un posto famoso per avere qualche notizia in più, ma può essere sfruttato anche commercialmente per mostrare novità in arrivo o arrivate di recente nell’inventario di un negozio.
Ebbene “The Walking Dead: Our World” sfrutterà questa tecnologia un pò come già fa il famoso Pokemon Go, e quindi vi permetterà di muovervi in una mappa virtuale che però sfrutta la localizzazione reale tramite Google Maps.
Muovendoti nella mappa virtuale, ma anche spostandoti nelle realtà, potrai incontrare varie orde di zombi, compiere missioni con i personaggi della serie “The Walking Dead” e raccogliere vari armi da utilizzare per liberarti dei fastidiosi e pericolosi zombie.
Il gioco non è ancora disponibile al download su piattaforma Android e Apple iOS ma arriverà molto presto: entro la fine del secondo trimestre di quest’anno.
La realtà aumentata, per chi non lo sapesse, è una tecnologia che permette di creare oggetti virtuali che saranno visualizzati e si combineranno con l’ambiente reale circostante quando con la camera del tuo smartphone inquadri qualcosa.
Può essere utilizzato per esempio vicino ad un monumento per ottenere ulteriori informazioni al riguardo, inquadrando un posto famoso per avere qualche notizia in più, ma può essere sfruttato anche commercialmente per mostrare novità in arrivo o arrivate di recente nell’inventario di un negozio.
Ebbene “The Walking Dead: Our World” sfrutterà questa tecnologia un pò come già fa il famoso Pokemon Go, e quindi vi permetterà di muovervi in una mappa virtuale che però sfrutta la localizzazione reale tramite Google Maps.
Muovendoti nella mappa virtuale, ma anche spostandoti nelle realtà, potrai incontrare varie orde di zombi, compiere missioni con i personaggi della serie “The Walking Dead” e raccogliere vari armi da utilizzare per liberarti dei fastidiosi e pericolosi zombie.
Il gioco non è ancora disponibile al download su piattaforma Android e Apple iOS ma arriverà molto presto: entro la fine del secondo trimestre di quest’anno.

C'E' UN OCEANO DI SANGUE IN FUMETTERIA
L’onda lunga delle storie zombie non sembra aver intenzione di esaurirsi. Lo dimostra Z Nation, serie tv prodotta da Syfy e The Asylum, disponibile su Netflix. E lo dimostra con l’esuberanza tipica della casa di produzione di un cult come Sharknado:
horror, humor surreale e demenziale, e avventura riescono anche in
questo caso a creare un mix unico e, per molti versi, irresistibile,
capace di coniugare intelligenza, verve scanzonata e atmosfere da b-movie.
Venerdì 16 saldaPress porta in Italia il prequel a fumetti di Z Nation, un volume unico che si colloca nella gloriosa collana Zeta come Zombie – la più ricca del nostro paese, dedicata interamente alla zombie culture – e che s’intitola OCEANO DI SANGUE (pagg. 152 a colori, euro 15.90).
Lo zombie outbreak è appena avvenuto e, durante la cosiddetta ‘Estate nera’, i beni di primissima necessità – soprattutto il cibo – scarseggiano. Per questa ragione, un manipolo di coraggiosi (mandati da Charles Garnett, per la gioia di chi non ne ha mai accettato la prematura dipartita) decide di intraprendere una missione alla ricerca di qualcosa di commestibile per sfamare e preservare la propria comunità. Inutile dire che, in un mondo in cui gli zombi diventano radioattivi e semi-vegetali con la medesima facilità e in cui l’erba che germoglia dalla terra infetta è ottima da fumare, i cattivi non possono che essere in agguato dietro ogni angolo… e molto difficilmente sono sani di mente!
OCEANO DI SANGUE, scritto da Craig Engler e Fred Van Lente e disegnato da Edu Menna, è, come detto, il prequel a fumetti di Z Nation, la serie televisiva che ha ridefinito la figura dello zombie, che non è più una metafora del consumismo e della vacuità del genere umano, ma semplicemente una macchina di morte che deve essere fermata a tutti i costi.

Venerdì 16 saldaPress porta in Italia il prequel a fumetti di Z Nation, un volume unico che si colloca nella gloriosa collana Zeta come Zombie – la più ricca del nostro paese, dedicata interamente alla zombie culture – e che s’intitola OCEANO DI SANGUE (pagg. 152 a colori, euro 15.90).
Lo zombie outbreak è appena avvenuto e, durante la cosiddetta ‘Estate nera’, i beni di primissima necessità – soprattutto il cibo – scarseggiano. Per questa ragione, un manipolo di coraggiosi (mandati da Charles Garnett, per la gioia di chi non ne ha mai accettato la prematura dipartita) decide di intraprendere una missione alla ricerca di qualcosa di commestibile per sfamare e preservare la propria comunità. Inutile dire che, in un mondo in cui gli zombi diventano radioattivi e semi-vegetali con la medesima facilità e in cui l’erba che germoglia dalla terra infetta è ottima da fumare, i cattivi non possono che essere in agguato dietro ogni angolo… e molto difficilmente sono sani di mente!
OCEANO DI SANGUE, scritto da Craig Engler e Fred Van Lente e disegnato da Edu Menna, è, come detto, il prequel a fumetti di Z Nation, la serie televisiva che ha ridefinito la figura dello zombie, che non è più una metafora del consumismo e della vacuità del genere umano, ma semplicemente una macchina di morte che deve essere fermata a tutti i costi.

LA MORTE CHE CORRE IN CANADA
Death Road To Canada, il titolo di Rocketcat e Madgarden già disponbile per PC, arriverà su Nintendo Switch a partire dal prossimo aprile e, in occasione dell’annuncio, gli sviluppatori e il publisher (Ukiyo) hanno pubblicato un simpatico trailer.Il trailer ci mostra alcune delle funzionalità esclusive di cui Death Road To Canada disporrà nella sua versione per Nintendo Switch. Che ve ne pare di questo titolo? Pronti a sminuzzare zombi ovunque siate, il tutto condito da una grafica pixellosa e coloratissima, in questo titolo carico di humor?
https://youtu.be/IWmC6nNzuus
https://youtu.be/IWmC6nNzuus
domenica 4 marzo 2018
UN PANINO PER DOMARLI
Con la collana PixelJunk, il team Q-Games capitanato da Dylan
Cuthbert ha sempre proposto produzioni ricercate, particolari e spesso
molto poco mainstream.
Il peculiare The Tomorrow Children ne è un esempio perfetto: un titolo decisamente fuori dagli schemi, che ha faticato purtroppo a ritagliarsi un proprio spazio nella "comunità" videoludica. Considerando lo sperimentalismo di Q-Games, quindi, stupisce scoprire che Dead Hungry, primo titolo per VR sviluppato dallo studio nipponico, si orienti verso uno stile di gioco che ha invece facile presa sul grande pubblico, proponendo un'esperienza a suo molto semplice, diretta e spesso umoristica, a base di zombie e hamburger.Dead Hungry ci vede vestire i panni del proprietario di uno dei tanti furgoni che vendono cibo da strada nelle piazze o fuori da luoghi in cui si svolgono concerti ed eventi sportivi.
Indossato il visore ci troveremo così all'interno della cucina mobile, con il piano da lavoro dinanzi a noi, la griglia sul lato destro e gli scomparti per gli ingredienti alla nostra sinistra. Sarà nostro compito, in sostanza, preparare in tutta fretta panini, bibite e patatine fritte, andando a soddisfare una clientela composta da non morti in lento ma incessante avvicinamento.
La presenza degli zombie è il primo segnale che introduce le atmosfere di Dead Hungry, folli e spensierate come solo alcune delle migliori produzioni nipponiche del passato hanno saputo dimostrarsi.
La mente corre veloce a Crazy Taxi e al suo stile così arcade e punk, sottolineato anche da una colonna sonora che è rimasta negli annali del videogioco; Dead Hungry prova a seguirne le orme, replicando in chiave assurda ed estremizzata un'attività lavorativa reale, condendo l'esperienza con musiche molto più heavy rispetto a quelle del capolavoro di SEGA.
Ogni sfida di Dead Hungry si fa quindi subito frenetica, sia perché gli zombie si presentano in gran numero sia a causa dei tempi di preparazione di ogni pietanza: un panino classico prevede la cottura di un hamburger sulla griglia, l'aggiunta di una fetta di formaggio, pomodoro e insalata come guarnitura e il classico pane tondo in chiusura, con la tipica bandierina infilzata sulla sommità; per le bibite i passaggi sono più semplici, in quanto basta premere il tasto sopra la coppia di erogatori, mentre il tappo dei bicchieri e la cannuccia verranno aggiunti automaticamente; nel caso delle patatine, invece, bisogna attivare la friggitrice, avendo l'accortezza di non lasciarle troppo a lungo immerse nell'olio bollente.
Appena una pietanza è pronta potremo lanciarla agli zombie in arrivo, che rallenteranno l'avanzata per gustarsela, diminuendo progressivamente la loro fame, come evidenziato da un indicatore situato sopra le loro teste.
Anche in questo caso riaffiorano i riferimenti a Craxi Taxi, poiché un non-morto con la pancia piena si trasformerà nuovamente in un essere umano compiendo un balzo, con un effetto simile a quando si riusciva a portare un passeggero a destinazione.
La struttura di gioco si basa su una serie di ondate, con l'obiettivo costante di sfamare tutti gli zombie prima che raggiungano il furgoncino e si cibino delle nostre carni. Ogni livello condivide dunque l'ambientazione ma aggiunge varianti di ogni genere, come creature sovrappeso caratterizzate da una fame ben superiore alla norma, oppure fastidiose limitazioni, come la mancanza di verdure o altri ingredienti, che vanno ad inficiare le possibilità di soddisfare i clienti nella maniera più rapida e meno pericolosa possibile.Proseguendo nel gioco si scoprono inoltre molti dettagli che, almeno inizialmente, possono anche passare inosservati, e che - se appresi a dovere - sono persino in grado di influenzare la propria strategia, rendendo in tal modo il gameplay più interessante: le bibite, ad esempio, sfamano poco ma fermano uno zombie sul posto per svariati secondi, mentre i contenitori di ketchup e maionese sono un'ottima soluzione per calmare temporaneamente gli "acquirenti" ormai molto vicini al bancone. È poi possibile tirare contro di loro del cibo avariato, che magari è stato troppo a lungo in frittura, oppure alcune pizze, che gli zombie odiano e rigettano, perdendo il ritmo dell'avanzamento e producendo versi a metà tra il comico e il raccapricciante.
Occasionalmente saremo poi impegnati con vere e proprie boss battle, che modificano ulteriormente le regole del gameplay, e che richiedono di pensare ed agire fuori dagli schemi, magari preparando quel quintuplo cheeseburger che non solo farà la felicità dello zombie più affamato ma che potrebbe anche valere l'ottenimento di un trofeo particolarmente ambito.
Il peculiare The Tomorrow Children ne è un esempio perfetto: un titolo decisamente fuori dagli schemi, che ha faticato purtroppo a ritagliarsi un proprio spazio nella "comunità" videoludica. Considerando lo sperimentalismo di Q-Games, quindi, stupisce scoprire che Dead Hungry, primo titolo per VR sviluppato dallo studio nipponico, si orienti verso uno stile di gioco che ha invece facile presa sul grande pubblico, proponendo un'esperienza a suo molto semplice, diretta e spesso umoristica, a base di zombie e hamburger.Dead Hungry ci vede vestire i panni del proprietario di uno dei tanti furgoni che vendono cibo da strada nelle piazze o fuori da luoghi in cui si svolgono concerti ed eventi sportivi.
Indossato il visore ci troveremo così all'interno della cucina mobile, con il piano da lavoro dinanzi a noi, la griglia sul lato destro e gli scomparti per gli ingredienti alla nostra sinistra. Sarà nostro compito, in sostanza, preparare in tutta fretta panini, bibite e patatine fritte, andando a soddisfare una clientela composta da non morti in lento ma incessante avvicinamento.
La presenza degli zombie è il primo segnale che introduce le atmosfere di Dead Hungry, folli e spensierate come solo alcune delle migliori produzioni nipponiche del passato hanno saputo dimostrarsi.
La mente corre veloce a Crazy Taxi e al suo stile così arcade e punk, sottolineato anche da una colonna sonora che è rimasta negli annali del videogioco; Dead Hungry prova a seguirne le orme, replicando in chiave assurda ed estremizzata un'attività lavorativa reale, condendo l'esperienza con musiche molto più heavy rispetto a quelle del capolavoro di SEGA.
Ogni sfida di Dead Hungry si fa quindi subito frenetica, sia perché gli zombie si presentano in gran numero sia a causa dei tempi di preparazione di ogni pietanza: un panino classico prevede la cottura di un hamburger sulla griglia, l'aggiunta di una fetta di formaggio, pomodoro e insalata come guarnitura e il classico pane tondo in chiusura, con la tipica bandierina infilzata sulla sommità; per le bibite i passaggi sono più semplici, in quanto basta premere il tasto sopra la coppia di erogatori, mentre il tappo dei bicchieri e la cannuccia verranno aggiunti automaticamente; nel caso delle patatine, invece, bisogna attivare la friggitrice, avendo l'accortezza di non lasciarle troppo a lungo immerse nell'olio bollente.
Appena una pietanza è pronta potremo lanciarla agli zombie in arrivo, che rallenteranno l'avanzata per gustarsela, diminuendo progressivamente la loro fame, come evidenziato da un indicatore situato sopra le loro teste.
Anche in questo caso riaffiorano i riferimenti a Craxi Taxi, poiché un non-morto con la pancia piena si trasformerà nuovamente in un essere umano compiendo un balzo, con un effetto simile a quando si riusciva a portare un passeggero a destinazione.
La struttura di gioco si basa su una serie di ondate, con l'obiettivo costante di sfamare tutti gli zombie prima che raggiungano il furgoncino e si cibino delle nostre carni. Ogni livello condivide dunque l'ambientazione ma aggiunge varianti di ogni genere, come creature sovrappeso caratterizzate da una fame ben superiore alla norma, oppure fastidiose limitazioni, come la mancanza di verdure o altri ingredienti, che vanno ad inficiare le possibilità di soddisfare i clienti nella maniera più rapida e meno pericolosa possibile.Proseguendo nel gioco si scoprono inoltre molti dettagli che, almeno inizialmente, possono anche passare inosservati, e che - se appresi a dovere - sono persino in grado di influenzare la propria strategia, rendendo in tal modo il gameplay più interessante: le bibite, ad esempio, sfamano poco ma fermano uno zombie sul posto per svariati secondi, mentre i contenitori di ketchup e maionese sono un'ottima soluzione per calmare temporaneamente gli "acquirenti" ormai molto vicini al bancone. È poi possibile tirare contro di loro del cibo avariato, che magari è stato troppo a lungo in frittura, oppure alcune pizze, che gli zombie odiano e rigettano, perdendo il ritmo dell'avanzamento e producendo versi a metà tra il comico e il raccapricciante.
Occasionalmente saremo poi impegnati con vere e proprie boss battle, che modificano ulteriormente le regole del gameplay, e che richiedono di pensare ed agire fuori dagli schemi, magari preparando quel quintuplo cheeseburger che non solo farà la felicità dello zombie più affamato ma che potrebbe anche valere l'ottenimento di un trofeo particolarmente ambito.
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