Pare essere tornato il sereno....
Ci sono persone che dedicano la loro vita alla scienza, alla musica, alla medicina o anche alla religione e perfino all’alta finanza. E c’è chi, invece, la dedica a inventare fionde sempre diverse, giganti e con scopi decisamente surreali.
E’ Joerg Sprave, che chi legge questo blog conosce già, che questa volta presenta la sua fionda per sconfiggere gli zombi. Avete capito bene. Perché? Che c’è di strano? Non diteci che non vi è mai capitato di incontrare un’orda di zombi affamati e di non sapere come difendervi! Ecco, adesso avete un’arma in più. In realtà, la fionda in questione, più che ucciderli, aiuta a catturarli, nel caso durante la battaglia dovesse servirvi di fare dei prigionieri per ottenere informazioni determinanti. Ecco il video che dimostra come funziona l’arma (quasi) letale.
Il mondo dei vivi è stato dominato dai "ritornanti".Questo spazio web opererà ogni ora affinche i sopravissuti verrano informati sugli svolgimenti della situazione apocalittica e dei punti sicuri(se esisteranno ancora...)
domenica 14 luglio 2013
DIARIO DEL SOPRAVISSUTO
Adesso ha terminato di piovere ed uscito un timido sole....ma che strano sto tempo...
Oggi si raddoppia: dopo aver parlato di Zombie Survival questa mattina, torniamo con un altro game a base di morti viventi che pur essendo apparentemente simile, si differenzierà da molti punti di vista. Stiamo parlando di Zombie Diary: Survival, disponibile sul Play Store già da qualche tempo, ma se il download vi è scappato, il nostro suggerimento serale vi dà la possibilità di scoprirlo e magari scaricarlo.
La casa sviluppatrice Ezjoy ha già sfornato molti giochi per Android, ma è la prima volta che si cimenta in un game a base di zombie.La trama è sempre la stessa: il mondo è finito e una manciata di persone cercherà di resistere all’avanzata dei morti viventi che non vedranno l’ora di dilaniare la sua squisita pelle. Non si tratterà solo di un gesto eroico, ma anche di puro istinto di conservazione.
Zombie Diary è un gioco a scorrimento orizzontale che vi permette di esplorare 4 mappe differenti in cui ci saranno molti luoghi da ripulire: abbiamo il laboratorio, la pericolosa strada, la prigione ed in lugubre cimitero. Nei vari stage la vostra principale missione sarà quella di uccidere tutti i mostri, ma una delle caratteristiche interessanti del titolo è la presenza di altri obiettivi da portare a termine.
Ogni livello vi metterà dinanzi ad una prova, ad esempio abbiamo quello in cui dovrete uccidere un certo numero di morti viventi, lo stage in cui dovrete raggiungere il traguardo finale e, ancora, la missione nella quale dovrete trivellare di colpi gli zombie fin quando il tempo non sarà scaduto. Questa differenziazione abbassa la ripetitività che solitamente troviamo in questi giochi.Durante la missione dovrete muovere il personaggio e, soprattutto, attaccare con le tante armi presenti nel game. La principale sarà la pistola, ma potrete ottenere anche armi più potenti (in totale 24), come ad esempio potenti mitragliatrici. Solo l’arma di base avrà colpi infiniti, per le altre sarà necessario comprare i proiettili.
Durante il gioco potrete conquistare anche dei particolari power-up che potenzieranno momentaneamente il personaggio principale, ad esempio potrà camminare rapidamente o diventare più forte.
Dallo store non avrete la possibilità di comprare nuove armi, ma anche potenti veicoli d’assalto e soprattutto nuovi personaggi. Avrete a disposizione cinque eroi che si differenzieranno molto tra di loro e avranno diverse abilità.
La grafica del gioco segue lo stile cartoon e risulta davvero molto colorata e definita. Inoltre, gli appassionati del genere splatter apprezzeranno lo sfracellarsi degli zombie: occhi, mani e altri pezzi di mostri voleranno per tutto lo stage quando userete le vostre armi.
Presente, dunque, anche una grande quantità di sangue. Come vi abbiamo già detto, Zombie Diary: Survival vi permette di esplorare quattro zone che avranno un’ambientazione molto diversa e particolare. Da notare che durante le missioni in strada potrete persino vedere un vecchio edificio abbandonato che sfoggia in chiaro l’insegna di McDonald’s.
Oggi si raddoppia: dopo aver parlato di Zombie Survival questa mattina, torniamo con un altro game a base di morti viventi che pur essendo apparentemente simile, si differenzierà da molti punti di vista. Stiamo parlando di Zombie Diary: Survival, disponibile sul Play Store già da qualche tempo, ma se il download vi è scappato, il nostro suggerimento serale vi dà la possibilità di scoprirlo e magari scaricarlo.
La casa sviluppatrice Ezjoy ha già sfornato molti giochi per Android, ma è la prima volta che si cimenta in un game a base di zombie.La trama è sempre la stessa: il mondo è finito e una manciata di persone cercherà di resistere all’avanzata dei morti viventi che non vedranno l’ora di dilaniare la sua squisita pelle. Non si tratterà solo di un gesto eroico, ma anche di puro istinto di conservazione.
Zombie Diary è un gioco a scorrimento orizzontale che vi permette di esplorare 4 mappe differenti in cui ci saranno molti luoghi da ripulire: abbiamo il laboratorio, la pericolosa strada, la prigione ed in lugubre cimitero. Nei vari stage la vostra principale missione sarà quella di uccidere tutti i mostri, ma una delle caratteristiche interessanti del titolo è la presenza di altri obiettivi da portare a termine.
Ogni livello vi metterà dinanzi ad una prova, ad esempio abbiamo quello in cui dovrete uccidere un certo numero di morti viventi, lo stage in cui dovrete raggiungere il traguardo finale e, ancora, la missione nella quale dovrete trivellare di colpi gli zombie fin quando il tempo non sarà scaduto. Questa differenziazione abbassa la ripetitività che solitamente troviamo in questi giochi.Durante la missione dovrete muovere il personaggio e, soprattutto, attaccare con le tante armi presenti nel game. La principale sarà la pistola, ma potrete ottenere anche armi più potenti (in totale 24), come ad esempio potenti mitragliatrici. Solo l’arma di base avrà colpi infiniti, per le altre sarà necessario comprare i proiettili.
Durante il gioco potrete conquistare anche dei particolari power-up che potenzieranno momentaneamente il personaggio principale, ad esempio potrà camminare rapidamente o diventare più forte.
Dallo store non avrete la possibilità di comprare nuove armi, ma anche potenti veicoli d’assalto e soprattutto nuovi personaggi. Avrete a disposizione cinque eroi che si differenzieranno molto tra di loro e avranno diverse abilità.
La grafica del gioco segue lo stile cartoon e risulta davvero molto colorata e definita. Inoltre, gli appassionati del genere splatter apprezzeranno lo sfracellarsi degli zombie: occhi, mani e altri pezzi di mostri voleranno per tutto lo stage quando userete le vostre armi.
Presente, dunque, anche una grande quantità di sangue. Come vi abbiamo già detto, Zombie Diary: Survival vi permette di esplorare quattro zone che avranno un’ambientazione molto diversa e particolare. Da notare che durante le missioni in strada potrete persino vedere un vecchio edificio abbandonato che sfoggia in chiaro l’insegna di McDonald’s.
I MIGLIORI MOSTRI NELLA MOSTRA DI MILANO
Fino adesso ha fatto tanto trambusto e solo ha piovuto per una manciata di minuti...
Descrizione: Canini insanguinati in primo piano, volti con gli occhi cerchati di nero, mani ”ornate” da unghie paragonabili a vere e proprie ”armi”. Dettagli di personaggi tanto spaventosi quanto capaci di attrarre e perfino sedurre. Esseri inquietanti e al tempo stesso intriganti che hanno popolato gli schermi, riempito le platee e tenuto incollati alle poltrone gli spettatori. Sono i protagonisti assoluti del cosiddetto ”Cinema della paura”, alcuni dei quali dai mille volti. Il campionario è variegato e comprende succhiasangue, licantropi, fantasmi, mummie, mostri, spettri e morti viventi. Proprio a loro è dedicata l’inedita mostra allestita nei saloni di Fermo Immagine – Museo del Manifesto Cinematografico di Milano.
L’esposizione, intitolata ”Vampiri, Zombi & Lupi Mannari”, visitabile dal 12 luglio al 30 ottobre, ripercorre l’affascinante storia – dagli anni ’20 al nuovo millennio – di un genere di film che ha incontrato il gradimento del grande pubblico ed è ancora oggi attuale. Più di 150 manifesti originali e locandine, testimonianze di pellicole cult, un excursus completo, dai classici immortali incentrati su Frankenstein e Dracula fino al nuovissimo ”World War Z” zombimovie in 3D di prossima uscita. Con anche le parodie “Fracchia contro Dracula” (1985), “Dracula padre e figlio” (1976) e “Dracula cerca sangue di vergine… e morì di sete!” (film scritto nel 1974 da Andy Warhol in cui in cui compare per l’ultima volta sul grande schermo Vittorio De Sica). Il tutto accompagnato da memorabilia, gadget, fumetti, libri, edizioni rare e speciali, pressbook d’epoca, foto di scena autografate, statuette, trucchi in lattice usati sui set e tanto altro. E ci sarà anche un concorso (partecipazione gratuita) riservato a cake designer con la passione per il cinema horror (premiazioni il 30 ottobre). La sera di Halloween, giornata di chiusura dell’esposizione, andrà inoltre in scena una grande festa in costume. Orari: da martedì a domenica 14-19 (chiuso lunedì’). Sito: www.museofermoimmagine.it
Descrizione: Canini insanguinati in primo piano, volti con gli occhi cerchati di nero, mani ”ornate” da unghie paragonabili a vere e proprie ”armi”. Dettagli di personaggi tanto spaventosi quanto capaci di attrarre e perfino sedurre. Esseri inquietanti e al tempo stesso intriganti che hanno popolato gli schermi, riempito le platee e tenuto incollati alle poltrone gli spettatori. Sono i protagonisti assoluti del cosiddetto ”Cinema della paura”, alcuni dei quali dai mille volti. Il campionario è variegato e comprende succhiasangue, licantropi, fantasmi, mummie, mostri, spettri e morti viventi. Proprio a loro è dedicata l’inedita mostra allestita nei saloni di Fermo Immagine – Museo del Manifesto Cinematografico di Milano.
L’esposizione, intitolata ”Vampiri, Zombi & Lupi Mannari”, visitabile dal 12 luglio al 30 ottobre, ripercorre l’affascinante storia – dagli anni ’20 al nuovo millennio – di un genere di film che ha incontrato il gradimento del grande pubblico ed è ancora oggi attuale. Più di 150 manifesti originali e locandine, testimonianze di pellicole cult, un excursus completo, dai classici immortali incentrati su Frankenstein e Dracula fino al nuovissimo ”World War Z” zombimovie in 3D di prossima uscita. Con anche le parodie “Fracchia contro Dracula” (1985), “Dracula padre e figlio” (1976) e “Dracula cerca sangue di vergine… e morì di sete!” (film scritto nel 1974 da Andy Warhol in cui in cui compare per l’ultima volta sul grande schermo Vittorio De Sica). Il tutto accompagnato da memorabilia, gadget, fumetti, libri, edizioni rare e speciali, pressbook d’epoca, foto di scena autografate, statuette, trucchi in lattice usati sui set e tanto altro. E ci sarà anche un concorso (partecipazione gratuita) riservato a cake designer con la passione per il cinema horror (premiazioni il 30 ottobre). La sera di Halloween, giornata di chiusura dell’esposizione, andrà inoltre in scena una grande festa in costume. Orari: da martedì a domenica 14-19 (chiuso lunedì’). Sito: www.museofermoimmagine.it
RITORNA IL GIORNO DEI ZOMBI
Si sente scatenare il cielo ma ancora non scende una goccia di acqua...
Affermare che, grazie a un trend inagurato dall'Alba dei Morti Viventi di Zack Snyder (reinterpretazione dell'omonimo film di Romero) e 28 Giorni Dopo di Danny Boyle, gli zombi stiano vivendo una nuova vita nel mondo dello showbusiness potrebbe sembrare un semplicistico gioco di parole, ma si tratta, invece, di un dato abbastanza lapalissiano.
Fra cinema, tv e videogame i non-morti imperversano. Nulla di particolarmente eclatante, dunque, l'apprendere che i produttori di Texas Chainsaw 3D Lati Grobman e Christa Campbell, in squadra con la Millennium Films e la Taurus Entertainment abbiano intenzione di produrre un remake del Giorno degli Zombi, il terzo film della saga firmata George Romero. Originariamente uscita nel 1985, la pellicola è stata già sottoposta a un rifacimento direct-to-video nel 2008.
Circa questo nuovo progetto, Grobman ha dichiarato a Deadline:
Contrariamente agli altri film sugli zombi usciti di recente, il nostro onorerà la visione originaria di Romero portando nuovamente in scena lo zombi lento che ha terrorizzato tutti noi durante l'infanzia. Il trend dei non-morti agili, scattanti, fa leva su un sacco di momenti in cui sei portato a saltare sulla poltroncina del cinema, roba non paragonabile alla sottile tensione psicologica, al terrore che scaturisce dall'aver a che fare con le armate di peculiari zombi di Romero.
Il film avrà un budget di 10-20 milioni di dollari. Le riprese dovrebbero partire all'inizio del 2014, in maniera tale da lanciarlo nel corso dell'anno.
Affermare che, grazie a un trend inagurato dall'Alba dei Morti Viventi di Zack Snyder (reinterpretazione dell'omonimo film di Romero) e 28 Giorni Dopo di Danny Boyle, gli zombi stiano vivendo una nuova vita nel mondo dello showbusiness potrebbe sembrare un semplicistico gioco di parole, ma si tratta, invece, di un dato abbastanza lapalissiano.
Fra cinema, tv e videogame i non-morti imperversano. Nulla di particolarmente eclatante, dunque, l'apprendere che i produttori di Texas Chainsaw 3D Lati Grobman e Christa Campbell, in squadra con la Millennium Films e la Taurus Entertainment abbiano intenzione di produrre un remake del Giorno degli Zombi, il terzo film della saga firmata George Romero. Originariamente uscita nel 1985, la pellicola è stata già sottoposta a un rifacimento direct-to-video nel 2008.
Circa questo nuovo progetto, Grobman ha dichiarato a Deadline:
Contrariamente agli altri film sugli zombi usciti di recente, il nostro onorerà la visione originaria di Romero portando nuovamente in scena lo zombi lento che ha terrorizzato tutti noi durante l'infanzia. Il trend dei non-morti agili, scattanti, fa leva su un sacco di momenti in cui sei portato a saltare sulla poltroncina del cinema, roba non paragonabile alla sottile tensione psicologica, al terrore che scaturisce dall'aver a che fare con le armate di peculiari zombi di Romero.
Il film avrà un budget di 10-20 milioni di dollari. Le riprese dovrebbero partire all'inizio del 2014, in maniera tale da lanciarlo nel corso dell'anno.
CERCASI VOLONTARI
Nel pieno dell'estate fuori pare giungere l'autunno
L’annuncio doveva suonare più o meno così:
«Si cercano volontari che vogliano scappare da un edificio infestato di zombie»
Qualcuno, sorprendentemente, ha accettato l’invito, 185 persone disposte a farsi inseguire da un’orda di non morti per il progresso della scienza. L’esperimento, c’è da dire, si è concluso senza nessun morso, e tutti i volontari sono tornati a casa in pieno stato di coscienza. Non è la prima volta che la scienza prende in prestito l’immaginario zombie. Questa volta sono stati due ricercatori della University of Essex, in Gran Bretagna, interessati a studiare le dinamiche di fuga e di evacuazione da un edificio di una massa di persone poste in stato di stress. Come simulare l’agitazione e l’ansia che si sviluppano quando c’è un reale pericolo da cui scappare? L’idea è stata di utilizzare un programma di realtà virtuale per immergere i volontari in un edificio pieno di zombie, e di studiare il comportamento dei partecipanti in fuga nell’emergenza simulata. Al di là dei risultati dell’esperimento (piuttosto prevedibili, a dire il vero), l’esempio è interessante per l’utilizzo di un elemento dell’immaginario pop per simulare una situazione non troppo diversa dalla realtà.
Il successo dei morti viventi ha trovato negli ultimi anni un nuovo vigore. Libri, film, fumetti, videogiochi, serie tv: dopo più di quarant’anni dal primo film di Romero il contagio degli zombie nella cultura popolare non sembra ancora arginarsi. E neanche il mondo scientifico è rimasto immune dalla contaminazione.
La prima incursione del mondo dei non morti nella scienza risale al 2009, quando un gruppo di matematici guidati da Robert J. Smith? (no, il punto di domanda non è un refuso, è proprio il suo nome) ha pubblicato un articolo particolare all’interno di un libro dedicato ai modelli delle malattie infettive. In mezzo ai capitoli dedicati all’influenza, all’AIDS e alla malaria, il team di ricercatori ha inserito un’analisi matematica di un attacco zombie. Soltanto la stravaganza di un gruppo di nerd? In ogni caso l’esperienza non è rimasta isolata. Nel 2011 è stato addirittura il CDC statunitense (Centers for Disease Control and Prevention, un analogo del nostro Istituto Superiore di Sanità) a lanciare una campagna di comunicazione per prepararsi nel caso di un’apocalisse zombie. Dietro alla scelta, hanno riferito i responsabili, c’è stata la necessità di realizzare una campagna efficace e a basso costo, che raggiungesse soprattutto i più giovani. Se si è pronti per un’emergenza zombie, secondo il portavoce del CDC, si è pronti per qualsiasi altra emergenza. E l’idea di attrarre l’attenzione sfruttando la minaccia dei morti viventi sembra aver funzionato, almeno a giudicare dal numero di visite sul sito, aumentate di 60 volte durante la campagna.
Lo stesso esempio è stato seguito più recentemente anche dalla canadese Heart and Stroke Foundation, che per promuovere l’insegnamento per la rianimazione cardio-polmonare ha lanciato un video subito diventato virale. I protagonisti del video? Zombie, naturalmente.
La contaminazone dei non morti non ha risparmiato neanche le scienze sociali. Il libro di politica internazionale del professor Daniel W. Drezner si è guadagnato nel 2011 una menzione d’onore nel premio dell’Association of American Publishers “Award for Professional and Scholarly Excellence in Government & Politics”. Quale sarebbe la posizione del liberismo o del neoconservatorismo in caso di un’epidemia zombie? Il testo di Drezner, Theories of International Politics and Zombies, analizza il modo in cui si applicherebbero le diverse teorie di diritto internazionale in caso di una guerra con i morti viventi.
Un altro sguardo al rapporto tra zombie e politica internazionale lo ha gettato Jeremy Youde, professore di scienze politiche alla University of Minnesota Duluth. In un articolo pubblicato nel 2012, Youde ha discusso il ruolo delle organizzazioni internazionali nel caso di un’epidemia di non morti, sottolineando il delicato rapporto tra diritti umani e biosorveglianza.
Considerati una potente metafora culturale di un’ignota minaccia, gli zombie possono aiutare a comunicare temi che spaventano, come le epidemie, i disastri naturali, o i cambiamenti fuori dal nostro controllo. Non deve stupire che anche la scienza e i seriosi istituti di prevenzione si affidino ai non morti di quando in quando. D’altra parte, come ha detto una volta Romero, «gli zombie non mentono, non ingannano».
L’annuncio doveva suonare più o meno così:
«Si cercano volontari che vogliano scappare da un edificio infestato di zombie»
Qualcuno, sorprendentemente, ha accettato l’invito, 185 persone disposte a farsi inseguire da un’orda di non morti per il progresso della scienza. L’esperimento, c’è da dire, si è concluso senza nessun morso, e tutti i volontari sono tornati a casa in pieno stato di coscienza. Non è la prima volta che la scienza prende in prestito l’immaginario zombie. Questa volta sono stati due ricercatori della University of Essex, in Gran Bretagna, interessati a studiare le dinamiche di fuga e di evacuazione da un edificio di una massa di persone poste in stato di stress. Come simulare l’agitazione e l’ansia che si sviluppano quando c’è un reale pericolo da cui scappare? L’idea è stata di utilizzare un programma di realtà virtuale per immergere i volontari in un edificio pieno di zombie, e di studiare il comportamento dei partecipanti in fuga nell’emergenza simulata. Al di là dei risultati dell’esperimento (piuttosto prevedibili, a dire il vero), l’esempio è interessante per l’utilizzo di un elemento dell’immaginario pop per simulare una situazione non troppo diversa dalla realtà.
Il successo dei morti viventi ha trovato negli ultimi anni un nuovo vigore. Libri, film, fumetti, videogiochi, serie tv: dopo più di quarant’anni dal primo film di Romero il contagio degli zombie nella cultura popolare non sembra ancora arginarsi. E neanche il mondo scientifico è rimasto immune dalla contaminazione.
La prima incursione del mondo dei non morti nella scienza risale al 2009, quando un gruppo di matematici guidati da Robert J. Smith? (no, il punto di domanda non è un refuso, è proprio il suo nome) ha pubblicato un articolo particolare all’interno di un libro dedicato ai modelli delle malattie infettive. In mezzo ai capitoli dedicati all’influenza, all’AIDS e alla malaria, il team di ricercatori ha inserito un’analisi matematica di un attacco zombie. Soltanto la stravaganza di un gruppo di nerd? In ogni caso l’esperienza non è rimasta isolata. Nel 2011 è stato addirittura il CDC statunitense (Centers for Disease Control and Prevention, un analogo del nostro Istituto Superiore di Sanità) a lanciare una campagna di comunicazione per prepararsi nel caso di un’apocalisse zombie. Dietro alla scelta, hanno riferito i responsabili, c’è stata la necessità di realizzare una campagna efficace e a basso costo, che raggiungesse soprattutto i più giovani. Se si è pronti per un’emergenza zombie, secondo il portavoce del CDC, si è pronti per qualsiasi altra emergenza. E l’idea di attrarre l’attenzione sfruttando la minaccia dei morti viventi sembra aver funzionato, almeno a giudicare dal numero di visite sul sito, aumentate di 60 volte durante la campagna.
Lo stesso esempio è stato seguito più recentemente anche dalla canadese Heart and Stroke Foundation, che per promuovere l’insegnamento per la rianimazione cardio-polmonare ha lanciato un video subito diventato virale. I protagonisti del video? Zombie, naturalmente.
La contaminazone dei non morti non ha risparmiato neanche le scienze sociali. Il libro di politica internazionale del professor Daniel W. Drezner si è guadagnato nel 2011 una menzione d’onore nel premio dell’Association of American Publishers “Award for Professional and Scholarly Excellence in Government & Politics”. Quale sarebbe la posizione del liberismo o del neoconservatorismo in caso di un’epidemia zombie? Il testo di Drezner, Theories of International Politics and Zombies, analizza il modo in cui si applicherebbero le diverse teorie di diritto internazionale in caso di una guerra con i morti viventi.
Un altro sguardo al rapporto tra zombie e politica internazionale lo ha gettato Jeremy Youde, professore di scienze politiche alla University of Minnesota Duluth. In un articolo pubblicato nel 2012, Youde ha discusso il ruolo delle organizzazioni internazionali nel caso di un’epidemia di non morti, sottolineando il delicato rapporto tra diritti umani e biosorveglianza.
Considerati una potente metafora culturale di un’ignota minaccia, gli zombie possono aiutare a comunicare temi che spaventano, come le epidemie, i disastri naturali, o i cambiamenti fuori dal nostro controllo. Non deve stupire che anche la scienza e i seriosi istituti di prevenzione si affidino ai non morti di quando in quando. D’altra parte, come ha detto una volta Romero, «gli zombie non mentono, non ingannano».
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