Il mondo dei vivi è stato dominato dai "ritornanti".Questo spazio web opererà ogni ora affinche i sopravissuti verrano informati sugli svolgimenti della situazione apocalittica e dei punti sicuri(se esisteranno ancora...)
sabato 5 ottobre 2019
IN ARRIVO UN NUOVO SPARATUTTO
I developer di Donut Lab Studio hanno dato il via alle iscrizioni alla versione Alpha di Kids VS Zombies (Zombie Donuts), un titolo sparatutto che vi metterà alle prese con orde di zombie affamati. Ma non temete perché ci sarà una moltitudine di armi per affrontarli, più tanti accessori per migliorare il look del proprio alter ego virtuale.
Ambientato in un mondo in cui tutti gli adulti sono stati trasformati in morti viventi, Kids VS Zombies (Zombie Donuts) mette il giocatore nei panni di un ragazzino alle prese con l’invasione. Incitp molto semplice ma che nasconde delle sorprese. Si, perché gli zombie in realtà sono fatti di dolciumi e questi sono ormai diventati necessari per la sopravvivenza. I giocatori si uniranno ad un gruppo di quattro ragazzini, per andare a caccia di ciambelle e dolci, la vera valuta del gioco.
Questi potranno essere utilizzati per potenziare la base, acquistare accessori e abilità. Lo scopo del gioco, quindi, è quello di abbattere i non morti e raccogliere il maggio numero di ciambelle, le quali dovranno essere portate presso un punto di raccolta.
La componente PVP di Kids VS Zombies (Zombie Donuts) sembra decisamente interessante: infatti vi ritroverete ad affrontare una squadra avversaria e disseminare trappole sulla mappa di gioco. Gli sviluppatori assicurano aggiornamenti e nuovi contenuti anche dopo il lancio, tra cui armi ed accessori sempre inediti.
Il rilascio del gioco è previsto per il mese di novembre su Android e iOS, ma solo in alcune regioni. Per quanto riguarda il lancio globale, questo è fissato per febbraio 2020. Comunque qui trovate la pagina del gioco, dove troverete maggiori informazioni e potrete effettuare l’iscrizione per accedere alla versione Alpha.
VIALI DEI MORTI VIVENTI
Per la notte di Halloween 2019 a Torino, arriva dall'organizzazione Halloweentorino.it una festa notturna all’interno di un centro commerciale che ospiterà anche un macabro percorso Horror in cui i partecipanti dovranno salvarsi raggiungendo l'uscita in una camera infestata da zombie.
Una speciale collaborazione tra I Viali Shopping Park e l’organizzazione specializzata Halloweentorino.it, le gallerie del centro commerciale i Viali si trasformeranno in una vera e propria discoteca notturna a partire dalla mezzanotte. Con il ticket di ingresso tutti i partecipanti avranno consumazioni illimitate dalle 00.00 fino alla fine prevista per le 4.30. Presente anche un punto ristoro.
Potrebbe interessarti: http://www.torinotoday.it/eventi/halloween-2019-i-viali-nichelino.html
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Una speciale collaborazione tra I Viali Shopping Park e l’organizzazione specializzata Halloweentorino.it, le gallerie del centro commerciale i Viali si trasformeranno in una vera e propria discoteca notturna a partire dalla mezzanotte. Con il ticket di ingresso tutti i partecipanti avranno consumazioni illimitate dalle 00.00 fino alla fine prevista per le 4.30. Presente anche un punto ristoro.
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I MORTI VIVENTI NEL CRISTIANESIMO
Senza apparire blasfemi, possiamo dire che Gesù è il più celebre dei risorti dalla tomba e una lunga lista di santi e miracolati gli fa corona. Sul piano religioso tutto ciò si lega al concetto della sconfitta della morte, ma si incrocia anche con credenze popolari e bagagli culturali di varia provenienza. Scrive Casali, esperto di storia medioevale e giornalista professionista in Zombi, strane storie di santi: «La storia del cristianesimo è così piena di morti viventi e corpi mutilati da far concorrenza a qualsiasi film dell’orrore. E qualcuno potrebbe anche osservare con sarcasmo che, in fondo, non c’è niente di strano, per una religione fondata da un uomo uscito dal sepolcro due giorni dopo essere stato ucciso. A ben guardare, però, il Risorto si colloca agli antipodi rispetto al morto vivente: Cristo è infatti l’Uomo Vivo per antonomasia. Non torna in vita, ma sconfigge la morte».
La questione è davvero complessa in termini storico-antropologici, filosofici e narrativi: proprio su quest’ultimo aspetto insiste Arnaldo Casali, andando a scovare nelle Scritture riferimenti ad apparizioni, corpi redivivi e incorrotti, descrizioni disturbanti. L’autore pone a confronto gli aneddoti devozionali con elementi della cultura non strettamente religiosa e non ci nega ipotesi sulle situazioni di vita concreta che possano aver suscitato alcune leggende poi assorbite nei testi sacri. Oltre ai morti resuscitati da Gesù (da Lazzaro a Tabità per esempio) troviamo una ”agiografia splatter”: le agiografie dei martiri, sostiene l’Autore, certe volte sembrano davvero una grande saga horror. Le scene raccontate dagli autori sono tanto truculente che più che un racconto di edificazione spirituale appaiono come il peggior splatter. Soprattutto per quanto riguarda le donne: un capitolo infatti viene dedicato alle tre sante siciliane Oliva, Agata, Lucia e alla romana Cecilia. Teste mozzate, seni recisi ed esibiti come un trofeo, occhi cavati dalla proprietaria e offerti su un piatto d’argento all’aguzzino in cambio della propria verginità, vittime sgozzate che continuano a camminare con la testa ciondoloni. Fino alle più recenti Rosalia Lombardo, morta a soli due anni nel 1920, definita la “bambina sveglia” perché, rilevarono da morta, l’inquietante fenomeno: di notte la bambina si “sveglia” per tornare a dormire di giorno. Le telecamere presenti nelle catacombe, infatti, hanno ripreso gli occhi della bambina aprirsi durante le ore notturne e richiudersi di giorno;
Pier Giorgio Frassati, torinese, morto a 24 anni, prossimo alla canonizzazione, fino a quando decisero di effettuare una ricognizione sul corpo. Quando però la cassa viene aperta lo spettacolo che si presenta è terrificante: il corpo del giovane è girato e contorto e ha le mani tra i capelli. Più che un santo sembra un demone. Come se il morto si fosse risvegliato nella cassa e avesse tentato disperatamente di uscirne. Il processo di canonizzazione viene bloccato e la bara rinchiusa frettolosamente.
Un excursus, quello di Arnaldo Casali, sugli zombi, le mummie e i fantasmi della Cristianità per Graphe.it.
domenica 29 settembre 2019
L'INVASIONE DEGLI ZOMBICIDE
Zombicide Invader, edito in Italia da Asmodee, è il nuovo capitolo della celebre saga di boardgame che vede pochi Sopravvissuti cercare di resistere agli attacchi di centinaia di creature Xeno mangia carne.
Dopo averci fatto giocare nel mondo odierno con la prima versione e averci poi trasportato in un medioevo fantasy con Black Plague, il brand ammazza-zombie ci porta in un lontano futuro! Qui i giocatori, da 1 a 6, dovranno vestire i panni di soldati corporativi e ingegnosi civili. collaborando nel modo più assoluto nel tentativo di trovare il modo di portare a casa la pelle e sterminare quanti più non morti possibile!
Il tutto condito da nuove e interessanti regole e meccaniche di gioco che non mancheremo di esplorare.
Prima di entrare nel dettaglio di Zombicide Invader andiamo a parlare delle sue componenti. La scatola si presenta di dimensioni medio grandi: abbastanza ridotta da poter essere portato in giro con facilità ma, allo stesso tempo, non abbastanza da poter essere tenuto in mano senza troppi problemi.
Andando ad aprire il contenitore, il primo elemento che troviamo è il manuale di gioco: 56 pagine, contiene tanto le regole per poter giocare quanto una nutrita serie di missioni, ben dieci, che ci permetterà di godere a lungo della compagnia dei nostri amati non morti spaziali
Nulla da dire su questo elemento del prodotto: le regole sono spiegate in maniera semplice e chiara. Anche sotto il punto di vista dell’editing siamo a livelli decisamente alti: non abbiamo riscontrato alcun errore di battuta o refuso. Anche la parte delle missioni è ben curata: sebbene non strettamente necessaria per usufruire del prodotto, la trama che le collega tra loro è decisamente più consistente di quanto visto in molti altri giochi da tavolo.
Messo da parte il volume troviamo in Zombicide Invader una scatola in cartone che riprende le fattezze di una piccola cassaforte e dal peso piuttosto rassicurante. Ci torneremo alla fine. Prima parliamo degli elementi in cartone: nel box sono comprese dieci “lastre” in cartone. Una di queste conterrà tutti i vari elementi necessari al gioco che dovremo defustellare: segnalini rumore, obiettivi, token primo giocatore ecc ecc.
Le altre nove sono invece le plance di gioco: tutte double-face, verranno utilizzate per costruire le mappe necessarie di volta in volta.
Onestamente anche su questi elementi di gioco c’è poco da dire, se non in positivo: l’aspetto grafico è ben curato e la grammatura del cartone è sufficientemente alta da trasmettere una buona sensazione di robustezza: potremo maneggiare le diverse parti senza paura di rovinarle accidentalmente.
Bonus aggiuntivo, sul fondo della scatola sono presenti due spessori e un proteggi-angoli in plastica che da una parte terranno ben fisse le plance evitando quindi che si possano rovinare portando in giro il gioco, mentre dall’altra potranno essere utilizzati per riporvi tutti i vari segnalini, i dadi e le altre minuterie del gioco. Tornando alla piccola scatola di cui sopra: aprendola scopriremo che è divisa in due “piani”.
Nel primo troveremo le carte da gioco (125: 71 carte equipaggiamento e 54 carte Xeno), sei dadi, 48 segnapunti, carte e plance dei sopravvissuti, le miniature dei sopravvissuti, quelle dei Bot e la prima parte delle miniature degli Xeno e le “carte” melma.
Nella seconda parte beh,viene spontanea una pozzettiana esclamazione: troveremo infatti, ben allineate, 54 miniature!
Andando ad analizzare le diverse parti, la valutazione generale è decisamente positiva: abbiamo di fronte un prodotto di qualità.
Per prima cosa parliamo delle Carte Equipaggiamento e Xeno.
L’aspetto grafico è ottimamente curato: ogni volta che pescheremo, o andremo a vedere, una carta sapremo subito a colpo d’occhio cosa avremo tra le mani (Xeno o oggetto che sia). Anche la parte puramente meccanica è facilmente leggibile e individuabile. Nel complesso abbiamo rilevato solo due piccole problematiche: la prima riguarda le carte “equipaggiamento prototipo” e Bot dove, per un’infelice scelta di colori, potrebbe risultare un po’ complicato leggere le icone o le scritte.
La seconda invece interessa le Carte Melma: a doppia faccia una rappresenta la Melma in forma Attiva e l’altra in quella inattiva. Forse è solo una nostra impressione, ma la scelta di colori fatta sembra invertire i due elementi: di fatto pare,a colpo d’occhio, che la forma Inattiva sia in realtà quella più “viva”.
Intendiamoci: in entrambi i casi non è nulla di veramente penalizzate (soprattutto per quanto riguarda la Melma, dove basterà accordarsi tra i giocatori) ma è giusto segnalarlo.
Ultima cosa: come spesso accade nei giochi da tavolo , anche qui questi elementi non gradiscono particolarmente una mescolata troppo energica; per evitare che si segnino è opportuno usare il sistema di “rimescolamento” all’americana o, meglio ancora, investire in bustine protettive (soprattutto perché lo spazio per riporle non manca).
Anche le carte Sopravvissuti sono ben curate sotto entrambi gli aspetti: le immagini dei singoli personaggi sono ben curate e sanno essere caratterizzanti al punto giusto e i diversi elementi meccanici sono facilmente leggibili. L’unica cosa che un po’ ci ha fatto storcere il naso è il formato un po’ anomalo che rende difficile trovare delle protezioni adatte. È anche vero che una volta poggiate sulla plancia non verranno più toccate, ma considerato che non non sono molto spesse non si può escludere che maneggiandole possano rovinarsi.
Passando alle miniature di Zombicide Invader possiamo solo continuare a confermare la valutazione positiva: in plastica rigida sono decisamente ben fatte. Ricche di dettagli (soprattutto quelle Xeno) riescono ad essere molto distintive e a immergere il giocatore nella giusta atmosfera. Anche solo a colpo d’occhio non sarà difficile capire chi sono i cattivi e chi i buoni (e, all’interno di quest’ultimo gruppo, individuare facilmente il nostro personaggio)
Anche qui la pignoleria ci spinge ad un piccolo appunto: l’unico elemento poco distintivo è il capo di Jared, uno dei sopravvissuti. Dotato di un casco privo di ogni dettaglio, porta a pensare che sul collo abbia una palla al posto della testa.
Per tutto il resto invece la soddisfazione non può che essere altissima. Anche eventuali amanti della pittura non rimarranno delusi: guardando le immagini sulle carte o nel manuale è possibile vedere come, con un po’ di abilità, si possano ottenere dei veri e propri gioiellini.
In ultimo una doverosa nota di merito a chiunque abbia curato l’alloggiamento delle diverse componenti di gioco. Ogni singola miniatura in Zombicide Invader dispone di uno spazio dedicato dentro il supporto in plastica: questo comporterà che questi elementi saranno sempre protetti da eventuali urti (cosa non da poco qualora voleste dipingerle) e che al termine della partita ognuna di esse avrà un proprio “rifugio personale”.
La stessa cosa vale per le carte: gli spazi dedicati sono sufficientemente ampi da permettere di coprirle con le buste protettive senza dover poi temere, come nel caso di altri giochi, di non poterle più rimettere nella scatola.
A voler davvero essere pignoli (ma davvero tanto!) l’unico aspetto poco riuscito dal punto di vista gestionale e aver scelto una plastica trasparente: rende un po’ complicato capire bene le forme dei diversi alloggiamenti per le miniature. In realtà persino questo pare essere stato considerato: sui lati interni della scatola è presente una “guida” che mostra come riporre i diversi pezzi.
domenica 22 settembre 2019
COME SOPRAVVIVERE A UN'APOCALISSE ESSENDO PIGRI
Con una premessa insolita quanto bizzarra, Ratalaika Games lancia Scheming Through the Zombie Apocalypse: The Beginning, un titolo pubblicizzato con la frase “sopravvivi all’apocalisse zombi senza fare assolutamente niente”.
Il nostro personaggio dovrà cercare di accumulare materiale e provviste per sopravvivere all’apocalisse in un mondo abitato da animali antropomorfi, ma essendo negati in questo tipo di mansioni, sfrutteremo le nostre capacità oratorie, tecniche da commerciante e vera e propria manipolazione per far lavorare altri animali al posto nostro, raggiungendo i propri scopi senza sporcarci le mani. Il titolo di Ratalaika, primo capitolo della serie, è ora disponibile su PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch a soli 4,99 euro.
Il nostro personaggio dovrà cercare di accumulare materiale e provviste per sopravvivere all’apocalisse in un mondo abitato da animali antropomorfi, ma essendo negati in questo tipo di mansioni, sfrutteremo le nostre capacità oratorie, tecniche da commerciante e vera e propria manipolazione per far lavorare altri animali al posto nostro, raggiungendo i propri scopi senza sporcarci le mani. Il titolo di Ratalaika, primo capitolo della serie, è ora disponibile su PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch a soli 4,99 euro.
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