domenica 17 dicembre 2017

GAME OVER FERRARA

La copertina del videogioco
Un centro storico post-apocalittico con edifici in rovina, monumenti ricoperti dalla vegetazione e un popolo di zombie che si aggira per le strade cittadine assetato di sangue. E’ l’ambientazione horror di «Game over Carrara», il videogame che Elvis Morelli sta sviluppando in questi giorni al laboratorio di San Martino. E proprio al ‘Lab0’ stanno confluendo per farsi fotografare – complice un fortunato passaparola su Facebook – comparse e protagonisti del videogioco, nelle versioni ‘sopravvissuto’ o ‘zombie’. Le loro foto con gli strumenti più disparati (armi, seghe elettriche, pennati, archi, bazooka) stanno spopolando sui social. La trama vuole infatti che in una città che ha subito, in un tempo imprecisato, un evento che l’ha trasformata in città fantasma, squadre di sopravvissuti si organizzino per combattere gli zombie. Come nei migliori horror games o nei più classici horror movies chi viene morso da uno zombie diventa anch’esso un morto vivente. Il giocatore sarà unico, e avrà perso la memoria. Toccherà ai sopravvissuti aiutarlo a muoversi in una città irriconoscibile. Seguendo i loro indizi il giocatore si muoverà cercando di ricostruire la sua storia e quella della città. Protagonisti saranno anche i monumenti, le strade, le piazze: oltre all’interazione con i sopravvissuti, per recuperare la memoria occorrerà rispondere a quesiti ed enigmi sulla storia e la cultura cittadina, raccogliere vari oggetti, interagire con l’ambiente circostante e costruire, tassello dopo tassello, la trama che dovrà portare a scoprire l’evento misterioso che ha provocato la catastrofe. Ma l’originalità del gioco è un’altra. Non si tratterà solo di un’avventura digitale, ma si potrà interagire fisicamente con la città e portare i giocatori dal videogame alla realtà. Il progetto prevede il coinvolgimento di commercianti del centro: presentandosi nei locali affiliati (riconoscibili con un adesivo del gioco) il giocatore potrà sbloccare vari codici per acquisire punti o bonus utili ad arricchire il gioco e svelarne i misteri. E anche questo il senso di «Game over Carrara»: passare dal virtuale al reale, rivitalizzare la città divertendosi, incontrandosi, visitando monumenti e locali del centro. Nelle intenzioni del suo creatore, lo stesso titolo vuole suggerire sia la fine del gioco come nei videogame (Game over) che il gioco all’interno della città (Over Carrara in inglese significa per Carrara, intorno a essa). «L’idea – racconta Morelli – è nata dopo alcuni fotomontaggi realizzati in maniera ironica su un’ipotetica città post-apocalittica. Le foto hanno ricevuto molti consensi, tanto che ho deciso di sviluppare un concept per trasferire le mie ambientazioni in una narrazione più ampia. Ho scelto la forma del videogame soprattutto perché è una delle forme comunicative più attuali dei nostri giorni: non solo intrattenimento, ma anche racconto, apprendimento, cultura, interazione. Nell’era digitale è più difficile mettere un libro nelle mani di un ragazzo che togliergli il tablet o il cellulare»

domenica 10 dicembre 2017

IL RITORNO SULLA TAVOLA DI RESIDENT EVIL

Resident Evil 2
Dopo Dark Souls, Cosmic Games, la divisione di Cosmic Group dedicata al mondo dei giochi, porterà in Italia il gioco da tavolo Resident Evil 2. Tutto merito di un accordo distributivo stretto con Steamforged Games. Frutto di una campagna Kickstarter di successo, ancora non si ha una data di uscita precisa, ma Cosmic Games parla del 2018 come anno di lancio. Realizzato con il beneplacito della Capcom, il boardgame Resident Evil 2 si configura come un survival horror competitivo. Si gioca da un minimo di 1 a un massimo di 4 giocatori. Costoro dovranno impersonare uno dei personaggi famigliari a chi conosce il videogame (e serie animate e film), in modo da avventurarsi poi nelle strade ed edifici infestati di zombie di Raccoon City. Potrete scegliere fra Leon S. Kennedy, Robert Kendo, Claire Redfield e Ada Wong. Ciascun personaggi ha caratteristiche e regole speciali, basate sulla sua personalità e capacità.
Nel gioco da tavolo Resident Evil 2 dovrete sopravvivere a orde di nemici mostruosi e sfide impossibili. Il gioco è particolarmente ricco: oltre alla plancia di gioco, alle carte e ai dadi, troverete tantissime miniature dettagliate ad attendervi. Dovrete gestire correttamente le risorse e adattarvi alla meccanica Tension Deck che permette sia ai nuovi giocatori che ai veterinari del settore un'esperienza più avvincente. Proprio come nel videogioco, dovrete esplorare luoghi pericolosi e inquietanti alla ricerca di indizi, attrezzature e armi, fondamentali per rimanere in vita. Inoltre si tratta di un gioco cooperativo: i giocatori dovranno collaborare fra di loro per avere successo, se anche un solo personaggio muore, la partita è persa. Zombie e mostri possono celarsi dietro ogni porta, ogni finestra è un'incognita, ogni stanza potrebbe nascondere cani zombie o mostri ancora peggiori.

HAMBURGER CON CARNE INFETTA

È la fine del mondo. L’umanità sta per collassare, tramutata in un’orda di zombi per delle motivazioni sconosciute, forse per l’ingordigia del palato, o per chissà quale altra astrusa spiegazione. Il nostro alter ego virtuale è un cuoco ambulante, proprietario di un simpatico camioncino tramite il quale riesce a preparare deliziosi panini, patatine, pizze e bevande alla spina, vivande in grado, appunto, di curare il morbo dei morti viventi.
L’avventura si compone di trenta livelli, ciascuno dei quali si svolge alla stessa maniera: visuale in soggettiva, ingredienti nella parte sinistra, strumenti di cottura sulla destra, e la fetta centrale adibita alla farcitura dei prelibati sandwich al sesamo, densi di grassi saturi.
Lo scopo è quello di cuocere la carne, la frittura e le pizze, tenendo d’occhio i tempi di cottura, con cui farcire poi i panini più alti di sempre, chiuderli con l’apposita fetta di pane superiore e lanciarli materialmente contro gli zombi: a seconda delle componenti degli hamburger, questi faranno del cosiddetto “danno” ai nemici, la cui barra della vita, una volta esaurita, muterà il senza-cervello in umano. Chiaramente, dovrete fare in modo di tenere lontani i mostri dal camioncino: l’avanzata può essere momentaneamente fermata con i drink, che bisognerà dosare proprio per permettervi di avere più tempo possibile per cucinare e impilare sempre più ingredienti in un unico panino.
La valutazione della prestazione culinaria del giocatore, poi, gira attorno al punteggio, e al classico sistema a tre stelle: un voto massimo vi ricompenserà con un oggetto consumabile fuori dal comune, come gatti della fortuna, shuriken e tante altre diavolerie, che potranno essere scagliati nei momenti d’emergenza, o infilati nei sandwich come “ingredienti segreti”.
Il sistema di controllo invece supporta sia il classico Dualshock, che la coppia di PlayStation Move, e l’esperienza con questi ultimi è nettamente superiore in termini di naturalezza, perché si prendono i pomodori, l’insalata e quant’altro con l’illusione dell’utilizzo delle proprie mani, mentre il controller sfrutta solo marginalmente i sensori di movimento, relegando il tutto ad una semplice pressione di pulsanti. Vi consigliamo comunque di giocare in piedi e in una stanza abbastanza ampia, possibilmente senza ostacoli nel cono visivo della PS Camera, altrimenti la giocabilità ne risentirà parecchio.
Non fatevi intimorire dalla banalità dell’idea di base, perché le dinamiche sono molto vivaci e vi faranno sudare e divertire allo stesso tempo: la pecca più grande, però, dimora nella scarsa varietà. L’ambientazione è sempre la stessa di livello in livello, una comune strada di una città nipponica, e il gioco fa poco per diversificarsi.
Ogni missione, almeno, vanta un modificatore particolare, come la velocità di cottura duplicata o gli zombi obesi, cheerleader o vegetariani, e la meccanica è solida quanto basta per ammorbidire l’eventuale monotonia. La grafica, come accennavamo, si ispira al mitico House of the Dead, ponendo l’accento più sulla caricatura che sull’orrore: il risultato non fa certo gridare al miracolo, eppure si fa piacere, risultando pulito e più che godibile, insieme agli effetti sonori alquanto bizzarri.

domenica 3 dicembre 2017

LA TERZA NOTTE DEI MORTI VIVENTI

A circa tre anni di distanza dall’uscita del primo volume, e a quasi cinque mesi dalla scomparsa del compianto George A. Romero arriva il terzo episodio de LA NOTTE DEI MORTI VIVENTI. Il libero adattamento a fumetti del capolavoro cinematografico, realizzato da Jean-Luc Istin e Elia Bonetti, si concluderà proprio con questo albo, disponibile in fumetteria, libreria e Amazon a partire dal 6 Dicembre 2017.
Dopo che Mandy ha deliberatamente aperto le porte dell’hotel Montval, la zona è infestata da zombie. Ma questo non è l’unico pericolo: mentre si avviano verso l’uscita, Lizbeth, Teo e Leland sono minacciati alcune vecchie conoscenze di Hodge, il proprietario dell’hotel. Il mondo intero è in preda al caos, ma John continua la ricerca di sua moglie…

LA VALLE DELLA MORTE

Tra le novità di Lucca Comics & Games 2017 merita una menzione Deadland, titolo della Giochi Uniti ideato da quel Sergio Roncucci che già si era messo in mostra con Orgasmo e Gomorraland. La sua ultima creazione si inserisce nell'iper-inflazionato mondo degli zombie che, tra film, serie televisive, fumetti, romanzi e giochi, conta ormai un numero altissimo di produzioniGrazie alla sue caratteristiche, Deadland riesce a non finire in un calderone già zeppo, mettendosi in mostra per la semplicità delle regole e per le dinamiche difficili da riscontrare in altri giochi da tavolo.
Tra i pochi scampati a un'epidemia che ha trasformato quasi tutti gli abitanti in morti viventi, i giocatori devono riuscire a salvarsi sopravvivendo alle orde nemiche fino all'arrivo dei soccorsi. Per riuscire nel proprio scopo ognuno potrà optare per un certo tipo di approccio, sia questo cooperativo con gli altri membri della squadra o sia invece ispirato alla filosofia del chi fa per sé fa per tre. Bisogna però sempre fare attenzione al livello di infezione: quando questo è troppo elevato ci si trasforma in un morto vivente e a quel punto l'obiettivo sarà infettare anche tutti gli altri giocatori. Proprio questa dinamica si rivela interessante: da potenzialmente cooperativo, Deadland si trasforma facilmente in un competitivo a squadre.
Le regole sono semplici, tanto che il titolo non ostacola la partecipazione di neofiti. Per quanto scali abbastanza bene, Deadland rende al meglio quando si è almeno in quattro, lasciando però che la durata non vada a modificarsi più di tanto.
Muovendosi tra i diversi luoghi -colonia, strade, stazione di polizia, ospedale e supermercato- i giocatori potranno cercare oggetti utili per la propria sopravvivenza, scambiarseli e collaborare nel tentativo di giungere incolumi a fine partita. Allo stesso tempo rischieranno però di venire infettati per colpa di alcune carte che potranno far incrementare il livello di infezione da uno fino a otto -questo capita quando si pesca una carta con un livello di infezione superiore di uno a quello attuale del personaggio-.
Una maggior variazione è data dalle carte ruolo: questa, una volta svelata dal giocatore, offrirà al contempo un bonus immediato al personaggio ma anche un malus costante nel tempo.