sabato 9 giugno 2018

DIFESA CONTRI GLI ZOMBI

Awesome Games Studio ha annunciato al data d’uscita del suo popolare titolo Yet Another Zombie Defense HD per piattaforma Xbox One. Il gioco, che era già uscito su Steam ad agosto dello scorso anno, rinnova l’appuntamento con gli utenti Microsoft il prossimo 22 giugno. L’acquisto sarà effettuabile dal Microsoft Store qui, mentre di sotto trovate un trailer di presentazione.
Il gioco, com’è facilmente intuibile dal titolo, offre al giocatore la possibilità di difendersi ad oltranza contro orde di zombi affamati, da solo o in compagnia. Esso offre tutte le caratteristiche più comuni del genere tower defense, come la possibilità di preparare anzitempo le difese, ma anche caratteristiche distintive come vagonate di armi e uno stile scanzonato, in tre modalità differenti: Difesa, Endless e Dominio.

THE WALKING DEAD:LA STAGIONE FINALE

Comunicato oggi da Telltale Games, annuncia l’ultima stagione della serie, chiamata The Walking Dead The Final Season. Il primo episodio sarà disponibile dal 14 agosto 2018 per PC, PlayStation 4 e Xbox One. The Final Season è in arrivo anche per Nintendo Switch più tardi questo stesso anno.
La stagione tratta di Clementine, ora una sopravvissuta fiera e abile che ha raggiunto l’ultimo capitolo della sua avventura. Dopo anni sulla strada ad affrontare pericoli viventi e anche morti, una scuola isolata sembra essere la sua occasione per una casa. Ma proteggerla significa sacrificarsi. Clem deve costruire una vita e diventare un leader facendo al contempo attenzione ad AJ, un ragazzo orfano e la persona più vicina ad una famiglia che le è rimasta. In questa avvincende ed emozionante stagione finale il giocatore definirà le sue relazioni, combatterà i non morti, e determinerà la fine della storia di Clementine.
Dall’8 giugno i giocatori potranno già preordinare il gioco su tutte le console disponibili, e chi avrà l’occasione di prenotarlo, insieme a The Walking Dead The Final Season riceverà l’accesso a ognuno dei quattro episodi della stagione non appena saranno disponibili. I giocatori che invece lo preordineranno per PS4 e Xbox One riceveranno anche un immediato accesso a The Walking Dead: The Telltale Series Collection, che comprende 19 episodi esistenti della serie in un unico bundle.
I giocatori per PC che preordinano il gioco su Steam, GOG, GamersGate, MacGameStore o Humble Store, riceveranno il 10% di sconto sul prezzo pieno. Da rammentare che queste offerte scadranno il 14 agosto con l’uscita del gioco. Non ci resta altro che gustarci il trailer qui sopra, e attendere con pazienza l’uscita del capitolo.

domenica 3 giugno 2018

LA SCUOLA DELLA MORTE APPRODA SUL PC

Dopo essere approdato su PlayStation 4, School Girl Zombie Hunter giunge anche in versione PC su Steam, con lancio previsto per il 5 giugno.
Per chi non avesse seguito la vicenda, si tratta di un sobrio gioco action nel quale un gruppo di scolarette si ritrova a dover combattere contro un'invasione di zombie. Oltre a numerose tipologie di armi e stili di combattimento con i quali tenere a bada le orde di mostri assortiti, il gioco si distingue anche per le immancabili derive sexy che assume con i vari costumi da applicare alle cinque protagoniste.
All'interno della rinomata Kirisaku High School, dunque, ci troviamo a controllare un gruppo di cinque ragazze alle prese con un'invasione zombie, utilizzando diverse armi e tecniche di guerriglia che ovviamente sottendono alla possibilità di vedere anche un vasto "guardaroba di biancheria intima alla moda", come riportato nella descrizione ufficiale del gioco. Per farvi un'idea, potete andare a guardarvi la serie di immagini che era stata pubblicata all'epoca del lancio della versione PlayStation 4.

GARAGE OMAGGIA GLI ZOMBI ANNI '80

Come siamo a conoscenza, nel mare delle produzioni indie non è raro trovare qualche gioco di tutto rispetto. Oggi, proprio per questo motivo, vi vogliamo parlare di Garage, titolo uscito in esclusiva Nintendo Switch e che rende omaggio agli zombie splatter degli anni 80’. Il videogame è uno shooter verticale che dimostra una cosa fondamentale: spesso per dar vita a una esperienza divertente non bisogna inventarsi niente di nuovo. La semplicità, infatti, nel caso dell’opera sviluppata da TinyBuild Games e Zombie Dynamics, si è dimostrata l’arma più potente dell’intera produzione. Questa tipologia di videogame si sposa perfettamente con l’architettura portatile della console ibrida della grande N, lo stile pixel poi dona quel pizzico retro’ che farà piacere a tanti giocatori nostalgici.
La storia di Garage getta le basi su una solidità narrativa non proprio originale, ma che comunque non stanca. Il protagonista delle vicende, ovvero Butch, si risveglierà all’improvviso all’interno di un bagagliaio di un’automobile in un parcheggio deserto. Le uniche cose che noterà saranno i brandelli di carne umana presenti sull’asfalto, il tutto condito da una buona dose di sangue e misticismo. Il personaggio principale avrà una personalità tutta da scoprire che si svelerà man mano che si proseguirà nell’avventura. Questo però è solo un piccolo pezzo di un puzzle molto più complesso: i misteri da risolvere in Garage sono numerosi e intriganti, non vi spoileremo niente per motivi logici, ma vi possiamo assicurare che scoprire come è iniziata l’infezione non è la priorità assoluta. Mentre affronterete questa esperienza farete la conoscenza di diversi personaggi strani e fuori di testa, tutto nella norma se poi lo mixiamo al contesto su cui si basa il gioco.
Le domande poste in apertura troveranno risposta al termine di quest’ultimo, lasciandovi con il fiato sospeso per tutta la durata del titolo. Possiamo dire con certezza che le software house, almeno a livello di trama, si sono impegnate a creare un racconto intrigante e originale, così da diversificasi, almeno in parte, da tutti gli altri contenuti incentrati sugli zombie. L’umorismo del gioco spesso però non combacia con lo scenario apocalittico del gioco, cosa che potrebbe piacere o non piacere a seconda dei gusti personali.
Per quanto concerne il gameplay, come detto anche in apertura di recensione, Garage è uno shooter con visuale dall’alto. Il titolo combina l’esplorazione a qualche puzzle di poco conto, condito con alcune sequenze racing vecchio stampo e un’azione costante e adrenalinica. Per muovervi e sparare dovrete sfruttare le due levette analogiche come nei classici di questo genere ma, la cosa che varia di gran lunga il sistema di combattimento, sono le armi. Per sconfiggere gli zombie potrete usare degli item da mischia come asce e coltelli, fino ad arrivare alle classiche pistole e fucili, tutto contornato anche da mosse corpo a corpo. Il combat system e lo stile della produzione si sposano benissimo con il level design adottato dagli sviluppatori, che spesso sfocia nella follia più assoluta passando da un estremo all’altro con naturalezza e coerenza spiazzanti.
Il gameplay dunque non è nulla di innovativo, si limita però a fare il suo dovere senza eccedere. Contrariamente per quanto riguarda la trama, qui gli sviluppatori sono voluti andare più sul sicuro, inserendo meccaniche semplici e già rodate da titoli precedenti. se le software house avessero avuto il coraggio di proporre un sistema innovativo o quanto meno “rischioso” adesso staremmo parlando d’altro, proprio per questo se c’è una critica da porre alla produzione, è proprio la mancanza di osare dopo aver gettato delle basi solide per quanto riguarda la narrazione.
Un grande problema del gioco è lo sbilanciamento elevato della difficoltà. Non sarà una novità morire quasi costantemente, come non sarà strano cadere per mano di nemici poco appariscenti mentre, neanche a farlo apposta, resistere duramente a colpi di zombie più evoluti. La complessità di Garage non si riesce minimamente a leggere, dando l’impressione di trovarsi ad affrontare più la casualità degli eventi che i mostri in generale. Tutto questo risulta essere imprevedibile, aspettatevi di perdere da un momento all’altro. Questo purtroppo va in forte contrasto con le ben più caratterizzate e studiate boss fight, che comunque non richiederanno troppa fatica per essere superate. Garage ovviamente non è esente da qualche piccolo e fastidioso bug, ma che comunque non influisce in nessun modo sull’esperienza.
In conclusione possiamo dire che Garage è un ottimo titolo, sviluppato in modo intelligente e con cognizione di causa. Purtroppo qualche erroraccio sulla calibrazione della difficoltà e il non aver osato in termini di gameplay, fanno si che il titolo sia una buona produzione ma nulla di più. Gli sviluppatori non hanno voluto osare, proponendo un titolo divertente ma che non rischia quanto avrebbe potuto. Le basi per creare un gioco leggermente “diverso” c’erano tutte, peccato non siano state sfruttate a dovere. In ogni caso siamo sicuri che i prossimi lavori saranno certamente di qualità – come quest’ultimo – e attendiamo con ansia che l’esperienza ottenuta da Garage porti i suoi frutti nel prossimo futuro.
 

domenica 20 maggio 2018

L'EPIDEMIA IN 16 BIT

Ci sono giochi che ti conquistano sin dalla prima partita, a cui bastano un paio di schermate per catturarti ed instradarti verso una maratona notturna imprevista, tutt’altro che pianificata, dalle terribili e devastanti controindicazioni che si riversano, senza pietà né clemenza, lungo un’estenuante e complicatissima giornata di intenso lavoro o studio.
La magia dei videogiochi si palea anche così, un sortilegio destinato a colpire qualsiasi appassionato di zombie e roguelike una volta messe le mani su Death Road to Canada, survival bidimensionale in stile 16-bit sviluppato da Rocketcat Games che, a due anni dalla release originaria su PC e mobile, si affaccia sulle console di punta di Sony, Nintendo e Microsoft.
Il concept del gioco è meravigliosamente sintetizzato ed espresso nel titolo. Un po’ come in World War Z. La guerra mondiale degli zombi, il libro scritto nel 2006 da Max Brooks, l’unico modo per salvarsi dall’apocalisse a base di non-morti è scappare verso nord, attraversando tutti gli Stati Uniti, in macchina o a piedi, stando ben attenti a recuperare le risorse necessarie e, soprattutto, a non morire durante il viaggio.
Ad ogni run si vestono i panni di un personaggio generato casualmente o opportunamente creato tramite il rudimentale editor messo a disposizione dagli sviluppatori. Non si tratta solo di inventarsi un nome e vestirlo con l’outfit più incline al proprio gusto estetico. A fare la differenza, una volta in strada, saranno i perk, le abilità, le statistiche di ciascun eroe. Il margine di libertà offerto al videogiocatore, soprattutto inizialmente, quando non si hanno punti esperienza da elargire, è limitata, ridotta alla fugace ed imprecisa analisi di una parte dei punti di forza e delle carenze del proprio avatar.
L’indeterminatezza, la sostanziale e rilevante incertezza circa le reali capacità del personaggio che si controlla è un fattore tutt’altro che secondario nell’economia di un gameplay bipartito in due distinte sezioniLa prima è prettamente testuale. A fronte di imprevisti ed opportunità inscenate casualmente dal software, il videogiocatore dovrà scegliere l’opzione che ritiene più indicata ed efficace. Tra gruppi di banditi che minacceranno il gruppo di sopravvissuti, visto che alla vostra causa potranno aggiungersi sino a quattro personaggi, opportunamente controllati dalla CPU o da un vostro amico in locale, e stazioni di servizio apparentemente abbandonate, probabilmente ricche di carburante con cui fare il pieno alla vostra auto, non bisogna sottovalutare il fattore fortuna.
Sì, perché se è sempre consigliabile affidare le riparazioni del mezzo in avaria ad un personaggio con le abilità più consone, e in questo senso ci si riallaccia al discorso dell’indeterminatezza sulle capacità degli eroi di cui sopra, in certi casi le conseguenze delle proprie scelte sono assolutamente imprevedibili, spesso influenzate da una sottile vena tragicomica che permea l’intera produzione e si palesa nei modi più disparati, come può esserlo, ad esempio, l’improvvisa apparizione di un certo Lank, equipaggiato di spada e boomerang, desideroso di unirsi alla vostra compagine offrendo in cambio le sue indiscutibili abilità da spadaccino.
Bisogna insomma prepararsi all’idea di vedersi sfumare la possibilità di raggiungere il Canada a causa di una scelta sbagliata che può costare la vita ad un membro del gruppo, che si traduce nella perdita di risorse preziose, che demoralizzi un personaggio al punto da spingerlo a decidere di lasciarsi morire, azzannato a morte da uno zombie. Allo stesso modo, una partita già data per persa può miracolosamente risollevarsi grazie al provvidenziale reperimento di cibo, di un’auto abbandonata, ma ancora funzionate, di un sopravvissuto particolarmente forte, desideroso di unirsi al gruppo.
Non meno importante è la seconda sezione in cui è diviso il gioco, quella in cui si affrontano in prima persona i livelli veri e propri, momenti imprescindibili per fare il pieno di risorse e potenziare il roster eliminando quanti più zombie possibile, senza per questo mettere eccessivamente a repentaglio la vita dei membri del gruppo.
Le variabili da tenere in considerazione, feature che garantisce una grandissima varietà e profondità al gameplay, sono tantissime. Esplorare centri commerciali e fabbriche di notte, ad esempio, aumenta il rischio di incappare in orde di non-morti che si nascondono nell’oscurità. Il combattimento corpo a corpo tende a stancare gli avatar, che smetteranno di attaccare quando a corto di fiato. Ogni arma ha il proprio potere di attacco, generalmente proporzionato alla quantità di stamina richiesta per essere brandita. Pistole e fucili sono fondamentali per sopravvivere nelle situazioni più disperate, ma i proiettili sono più preziosi dell’oro in questo mondo post-apocalittico.
Come se non bastasse, se il più delle volte potrete abbandonare il livello semplicemente raggiungendone i bordi o salendo nuovamente a bordo dell’auto, in certi casi dovrete resistere all’orda sino allo scadere del tempo.
Graficamente delizioso, a patto di amare la pixel art, impreziosito da una colonna sonora spesso antitetica, piena com’è di musichette allegre e spensierate, Death Road to Canada è semplicemente imprescindibile per gli amanti dei roguelike e delle apocalissi a tema zombie. A fronte di meccaniche sulla carta semplicissime, basilari, in linea con il genere di appartenenza, il gameplay palesa una profondità e una varietà di situazioni tale da rendere ogni partita unica, avvincente, emozionante. Come se non bastasse, diversi siparietti comici regalano un saporito retrogusto tragicomico al tutto, che farà la felicità degli amanti dello humor nero.